From Restoration to Maintenance. European Royal Residences

Dal Restauro alla Manutenzione
Dimore Reali in Europa

(Monza-Milano 12-15 ottobre 2000)

 

Presentazione del convegno
Sessioni e argomenti del convegno
Enti e organismi coinvolti
Comitato scientifico
Programma del convegno
Pubblicazione
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PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO

Il Convegno, approvato e finanziato anche dalla Commissione Europea, si è proposto di presentare e discutere diverse esperienze europee nel campo della tutela e della manutenzione del patrimonio architettonico, con particolare riferimento alle dimore reali ed ex-reali.

I contributi hanno riguardato due tipi di realtà e di esperienze formalmente distinte.
Da un lato quelle di paesi in cui sono presenti dimore reali ancora in dotazione della Corona. Esse sono state illustrate da una rappresentanza particolarmente significativa di edifici che costituiscono le residenze storiche utilizzate dalle case reali in Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia.
Dall’altro le esperienze di paesi in cui sono presenti dimore- ex reali: esse sono state illustrate da casi come quello dell’Austria (Schloß Schönbrunn), della Francia (Château de Versailles), e dell’Italia, di cui sono state presentate le esperienze della Reggia di Caserta, del Palazzo Reale di Napoli, del Quirinale, di Palazzo Pitti, del Palazzo Reale di Genova, di Racconigi, del Palazzo Reale di Venezia, del Palazzo Reale di Milano e della Villa Reale di Monza.
Si sono confrontate dunque esperienze anche molto distanti dal punto di vista storico-geografico, tecnico, economico e culturale, ma forse talora apparentate dalla comune matrice di una cultura e di una pratica della cura e della manutenzione.

Lo status dei palazzi reali è in Europa assai vario e complesso, sia dal punto di vista giuridico, sia da quello dell’uso e della destinazione. Vi sono infatti palazzi che fanno parte della dotazione della Corona, palazzi che appartengono a Fondazioni o che sono passate alle amministrazioni statali; vi sono palazzi esclusivamente abitati dalla famiglia reale, palazzi abitati ma parzialmente o saltuariamente aperti al pubblico, palazzi divenuti esclusivamente musei; e vi sono palazzi gestiti direttamente da organismi di Corte, altri alla cui gestione manutenzione concorrono diversi organismi sia interni che esterni alla Corte, e non solo statali.

Per quanto riguarda questi paesi il convegno si è proposto di approfondire, oltre che i temi tecnici, gli aspetti organizzativi e gestionali, soprattutto nelle dimore reali in funzione.
Varie e significative, sia dal punto di vista dell’uso e della destinazione, sia da quello della gestione e manutenzione, sono anche le situazioni nei paesi in cui vi sono palazzi ex-reali.

Per la situazione italiana, il Convegno è stato l’occasione sia per presentare studi e ricerche sulla storia della gestione e manutenzione di alcune di queste dimore, e verificare la loro incidenza o meno sulla gestione della tutela nel presente, sia per discutere quanto e come la manutenzione venga attualmente praticata, quali vantaggi porti, quali difficoltà incontri, quali programmi siano allo studio.

È vero che in alcuni Paesi, o in alcune realtà, è ancora in parte viva una mentalità più tradizionalmente incline ed educata alla manutenzione?
Oltre a quello dei tradizionali apparati statali, quale è il panorama europeo delle realtà tecnico-istituzionali preposte alla manutenzione di alcune fra le più importanti dimore storiche del continente ? Quali compiti svolgono attualmente, e in che cosa eventualmente si differenziano nei principi, nei metodi, nelle finalità, negli strumenti, rispetto alle prassi in uso presso le istituzioni statali?
E ancora: quali criteri vengono adottati per definire e affrontare la manutenzione? Chi decide cosa, come e quando si deve mantenere, riparare, restaurare, o rifare; e quali maestranze devono farlo, e con quali modalità; e quante risorse economiche servono, e come devono essere impiegate?
A queste principali e attualissime questioni ha inteso rispondere il convegno, che non nasconde l’obiettivo di maggiormente diffondere, anche in Italia, una cultura della cura e della manutenzione.

Il Convegno è stato inoltre, più in generale, occasione per valutare quali eventuali ricadute gli esempi portati possano avere sul più vasto patrimonio edilizio delle dimore storiche in Italia, siano esse private o di proprietà di enti pubblici.

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SESSIONI E ARGOMENTI DELLE GIORNATE DEL CONVEGNO

Il convegno si è articolato in un Proemio, quattro sezioni e una tavola rotonda conclusiva.

Il Proemio italiano (“I palazzi e le ville che non sono più del Re”, oggi) ha voluto offrire un panorama dello stato della manutenzione presso alcune fra le più importanti ex-dimore reali in Italia, con riferimenti anche alle ricerche sulla pratica manutentiva di questi edifici, nei rispettivi antichi stati.
Relativamente scontato l’aspetto delle competenze istituzionali (saranno presenti alcune fra le più importanti Soprintendenze), l’accento è stato posto sugli aspetti organizzativi, tecnici ed economici dell’attuale manutenzione.

Nella Sezione I (Storia, presente e contesto della manutenzione), si sono presentati contributi relativi in particolare alla storia della prassi manutentiva nelle dimore reali (organizzazione, figure preposte), al quadro giuridico, legislativo e normativo, alle attuali competenze istituzionali, agli strumenti e all’attività di conoscenza, documentazione e inventario dei beni mobili e immobili, all’uso delle fonti archivistiche (descrizioni, perizie, inventari) e al loro ruolo nella gestione della manutenzione.

Nella Sezione II (Criteri, tempi, modi e strumenti della manutenzione), si sono presentati contributi relativi specialmente ai riferimenti metodologici della manutenzione, alle tipologie di intervento (pulizia, puliture, protezioni, riparazioni), alle procedure (progetti, capitolati, contratti di manutenzione, appalti, direzione lavori, collaudi), ai tipi di analisi e di conoscenza preliminari, ai costi della manutenzione (budget, preventivi, consuntivi), alla manodopera (laboratori, artigiani, selezione, qualifiche).

Nella Sezione III (Materiali, manufatti, l’uso degli ambienti e la loro manutenzione), si sono presentati contributi relativi all’intervento su diversi tipi di materiali, di finiture, di impianti, nonché ai problemi della manutenzione delle dimore in rapporto all’uso e alla loro possibile apertura al pubblico.

Nella Sezione IV (Enti, istituzioni, operatori), si sono presentati studi, programmi, progetti, attese, provenienti da diversi organismi istituzionali, culturali o associativi che promuovono o seguono iniziative rivolte alla organizzazione e diffusione della manutenzione del patrimonio edilizio storico.

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ENTI E ORGANISMI COINVOLTI

Promotori

  • Associazione Giovanni Secco Suardo - Lurano (Italia)
  • Politecnico di Milano, Dipartimento di Conservazione e Storia dell’Architettura (Italia)
  • Politecnico di Milano, Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti (Italia)
  • Comune di Monza, Assessorato alla Cultura, Musei e Villa Reale (Italia)

Partecipanti

  • Commissione Europea DG X
  • Regione Lombardia - Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia (Italia)
  • Provincia di Milano - Assessorato alla Cultura (Italia)
  • Comune di Milano - Assessorato alla Cultura (Italia)
  • Comune di Monza, Assessorato alla Cultura, Musei e Villa Reale
  • (Italia)
  • Politecnico di Milano - Dipartimento di Conservazione e Storia dell’Architettura (Italia)
  • Politecnico di Milano - Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti (Italia)
  • Associazione Giovanni Secco Suardo - Lurano (Italia)
  • Associazione per la Villa Reale di Monza (Italia)

Patrocinatori

  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Roma (Italia)
  • Ministero dell’Istruzione - Roma (Italia)
  • CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche - Roma (Italia)
  • ICR - Istituto Centrale per il Restauro - Roma (Italia)
  • ECCO - European Confederation of Conservator-Restorers Organisations - Bruxelles
  • Europa Nostra - L'Aia (Olanda)
  • ICCROM - International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property - Roma (Italia)
  • ICOM - International Council of Museums - Comitato Internazionale Dimore Storiche - Milano (Italia)
  • ICOMOS - International Coucil on Monuments and Sites - Parigi (Francia)
  • ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane, membro dell’Union of European Historic Houses Association - Roma (Italia)
  • ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Lombardia - Milano (Italia)
  • FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano - Milano (Italia)
  • Italia Nostra - Roma (Italia)
  • Italia Nostra - Sezione di Bergamo (Italia)

Partner

  • IRPA - Institut Royal du Patrimoine Artistique - Bruxelles (Belgio)
  • The Royal Danish Collection at Rosenborg Castle - Copenaghen (Danimarca)
  • Historic Royal Palaces, Department of Surveyor of the Fabric - Surrey (Gran Bretagna)
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COMITATO SCIENTIFICO

  • Cristina Aschengreen Piacenti (Museo Stibbert, Firenze)
  • Giuseppe Basile (Istituto Centrale per il Restauro, Roma)
  • Amedeo Bellini (Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, Politecnico, Milano)
  • Ninfa Cannada Bartoli (Direzione Generale alle Culture, Identità Autonomie della Lombardia, Regione Lombardia)
  • Roberto Cassanelli (Musei Civici Villa Reale, Monza)
  • Bruno Contardi (Soprintendenza Beni Artistici e Storici, Milano)
  • Paolo Maria Farina (Dipartimento di Conservazione e Storia dell’Architettura, Facoltà di Architettura, Politecnico Milano)
  • Lucia Gremmo (Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici, Milano)
  • Maria Teresa Jaquinta (ICCROM International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of cultural Property, Roma)
  • Jean-Louis Luxen (ICOMOS International Coucil on Monuments and Sites, Paris)
  • Annamaria Pandolfi (Istituto Centrale per il Restauro, Roma)
  • Pietro Petraroia (Direttore Generale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Regione Lombardia)
  • Giovanni Pinna (ICOM, International Council of Museum – Comitato Internazionale Dimore Storiche Musei, Milano)
  • Giuliana Ricci (Dipartimento di Conservazione e Storia dell’Architettura, Facoltà di Architettura, Politecnico Milano)
  • Lanfranco Secco Suardo (Associazione Giovanni Secco Suardo, Lurano)
  • Sabina Vedovello (Conservatore-Restauratore, Roma)

Curatore

  • Paolo Maria Farina (Dipartimento di Conservazione e Storia dell’Architettura, Facoltà di Architettura, Politecnico Milano)
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